La pazzia finale

Gira, gira di qua, con quello che succede c’è bisogno di lasciarsi andare, con quello che accade non è che puoi chiederti se esiste una strada giusta, c’è bisogno di seguire l’ispirazione, di coraggio, di voglia di vivere, d’umana realità.
9000 km ed anche l’ultimo confine è superato e tutto é differente, attraversiamo il cancello, la polvere si alza e ci si ritrova a camminare per non cadere a terra, le emozioni si mescolano, il cuore non sa se battere veloce per l’emozione o fermarsi per non far rumore.

L’agognato Kenya, Taveta nel distretto della regione costiera é qui sotto le ruote delle nostre bici.
Ci ritroviamo pure noi prigionieri al di la della linea di frontiera, esiliati dal turbinio turistico della regione del Kilimangiaro della vicina Tanzania, al di fuori delle mete nazionali, delle spiagge, dei parchi, dei caffé con wi fi…

Salgo le due rampe di scale: una sorridente ed ammiccante ragazza mi accoglie con evidente sorpresa.
E’ possibile passar la notte qui?

Altre due donne dalla tipica acconciatura afro anni sessanta arrivano attirate dal suo entusiasmo, la luce del tardo pomeriggio le illumina entrando dalla porta aperta che da sulla terrazza, il sole ormai si approccia alle pendici del grande vulcano.
Inebriato mi lascio trasportare dalle sonorità della preghiera del tardo pomeriggio che l’imam recita; la lunga ombra delle nude gambe da gazzella separano il sacro dal profano, al di là delle loro minigonne, nello sfondo la moschea.
Regina apre il cancello che divide la reception dagli alloggi e mi invita a camminare al suo fianco, ridendo superiamo due, tre, quattro porte contraddistinte da un cartellino con su scritto un colore, rosso, verde… ci fermiamo in questo arcobaleno affianco alla camera bianca.
Lei si gira guardandomi: i suoi occhi brillano nel mistico controluce di quel traguardo, mi lascio per un momento premiare da tutto quel paradisiaco luccichio, occhi, denti, pelle liscia di un intenso meraviglioso color cioccolato fondente, aspetto solo che le altre due che osservano curiose arrivino sul palco con il mazzo di fiori per le foto di rito.
Con un invitante: Camera matrimoniale?
Giunge il momento di scendere dal palco e lasciar il gradino più alto del podio alla vera vincitrice di questa lunga avventura Africana, spezzo e dissolvo il paradisiaco sogno mentre lascio sfumare un mi piacerebbe un uomo bianco rispondendo:
matrimoniale, siamo in due, una camera per me e la mia compagna, Sylvie.

PazzodaViaggiare finisce qui a Taveta, in quest’area sono stati scavati i 7 pozzi d’acqua finanziati in questi 6 anni di viaggio.
Sono partito daVicenza nel 2010 con 200 euro in tasca, la mia bici, una tenda e quattro stracci…
Decine di migliaia di km: arrivi, partenze, ritorni ed arrivederci… migliaia di pagine bianche riempite e girate; persone incontrate e perdute… ti ritrovi senza fiato, da perdere la testa per l’amore che ricostituisce ed ancora…

Io vi saluto qui, questo è l’ultimo post di questo blog, l’ultima pagina da sfogliare, l’ultima incomprensibile pazzia: l’indomani ci risvegliamo, stiamo bene, ci abbracciamo e come tutte le mattine ci auguriamo una buona giornata, le nostre bici fuori dalla camera sono gia smontate pronte per essere caricate sul bus che ci condurrà a Nairobi:
la decisione é presa non andremo a visitare i pozzi.

Ma non preoccupatevi, di sicuro il settimo non sarà il nostro l’ultimo pozzo d’acqua, di quelli speriamo di poterne ancora realizzare molti, con li vostro aiuto naturalmente, per questo motivo preparate le forchette ed il portafogli, noi ci riorganizziamo e torneremo presto a prepararvi da mangiare