Un giorno al contrario

Le nostre 4 ruote girano velocemente, la frontiera della Costa d’avorio è li a qualche centinaia di metri al di la della barriera custodita dai gendarmi della Guinea Conakry
Sono le 14 e l’aria nella foresta ai piedi delle mistiche montagne che fanno da barriera naturale tra i due paesi è ancora fresca ed umida per la pioggia di questa notte.
I miei pensieri tornano alle frontiere precedenti ed all’aiuto e facilitazioni che abbiamo ricevuto per le procedure d’ingresso nei vari paesi:
quella della Guinea Bissau dove arrivammo senza poter ritirare i contanti, li un poliziotto compresa la nostra situazione si era spontaneamente e gratuitamente offerto di anticipare i soldi per consentirci di entrare nel suo paese;
quella della difficile Mauritania dove è stato semplice anche se dispendioso ottenere i lasciapassare;
dell’ultima della Conakry dove addirittura siamo riusciti ad entrati senza visti causa consolato chiuso nella Bissau.

Per il visto della Costa d’ avorio 15 giorni fa ci eravamo recati all’elegante e moderna ambasciata a Conakry, una cosa costosa ma veloce che ci aveva lasciato un po’ d’amaro in bocca per aver dovuto pagare una cospicua mancia per la velocità nella consegna dei passaporti, 60 euro non annunciati ne contabilizzati nelle tasche del nostro gentile funzionario.
Ora siamo a 15 giorni di bici dalla capitale, 1100 km più d ovest oltre la monumentale foresta di bambu, due settimane per percorrere le infinite colline, i migliaia di “cavalca vai” che ti tagliano le gambe già rigide dagli innumerevoli km di montagne…
Un territorio meraviglioso quello del castello d’acqua dell’Africa dell’est, dalle lussureggianti foreste dei i poveri e dignitosi villaggi pieni di famigliare accoglienza, agli innumerevoli, dolorosi incendi per far spazio…

Le quattro ruote girano veloci, oggi e’ un giorno al contrario, tutto è al contrario, la strada è al contrario, la foresta di bambu è al contrario, le colline,le montagne i villaggi e persino le bici che per questo lungo percorso sono sopra di noi.
Un Taxi, 5 bici sul tetto,le nostre borse nel porta bagagli e 7 persone pressate in 5 posti.
Io, Sylvie, i tre inglesi che da Conakry pedalano con noi, l’autista ed il secondo.
1100 km al contrario in 36 ore per un d’infernale e divertente viaggio al contrario.

I nostri costosi visti non sono bastati per varcare le barriere della costa d’avorio, le frontiere sono chiusi da 2 anni, dal primo allarme Ebola e non sono mai state riaperte.
L’ambasciata della Costa d’avorio è un organizzazione a delinquere che rilascia i visti a tutti i turisti in transito da terra non comunicando questo piccolo e per loro trascurabile particolare. Addirittura nel nostro caso, come in quello dei 3 inglesi avevamo comunicato il nostro percorso e la frontiera d’ingresso ricevendo dal personale dell’ambasciata dettagli sulla strada per arrivarci e della prudenza che dovevamo avere nei pressi della frontiera che volevamo oltrepassare.

Ora siamo tornati a Conakry per capire come superare questo ostacolo, siamo tranquilli ed il morale è ancora alto…il conto in banca un po meno…